About me

Antonella de Pascale

Nata a Firenze nel 1964.
Vive e lavora a Montecatini Terme, come insegnante, artista, arteterapeuta, ideatrice-formatrice, referente di progetti scolastici di didattica dell’arte infantile: formazione triennale in counseling e arteterapia, formazione in coach life.

Antonella de Pascale

Nata a Firenze nel 1964.
Vive e lavora a Montecatini Terme, come insegnante, artista, arteterapeuta, ideatrice-formatrice, referente di progetti scolastici di didattica dell’arte infantile: formazione triennale in counseling e arteterapia, formazione in coach life.

Il mio lavoro

Tecnica, soggetto, poetica

Il mio attuale lavoro artistico, dal titolo “Suggestioni in viaggio” è costruito su un piano tecnico, con una scelta di modalità operative che vanno dalla fotografia alla pittura. Entrano in gioco specifici soggetti che emergono da vissuti personali tra reale e surreale tra antico e moderno e sul piano poetico, i significati sono reali e simbolici. Ho deciso di lavorare su una libreria fotografica personale, di foto fatte in Marocco, in Andalusia, in Salento, nelle campagne toscane, in show- room, negozi, con particolare attenzione a texture di tessuti, e ceramiche.

 

TECNICA

Le fotografie vengono da me rielaborate con vari strumenti manuali e digitali, decidendo prima il progetto da dove parto e verso cosa voglio andare, quindi una ricerca di composizione, di effetti che volutamente scelgo: sgranati, saturati e dissolti, scomposti, strappati, in quanto rappresentano solo l ‘ idea emotiva che ha catturato il mio sguardo, ma la parte poi pittorica successivamente prende il sopravvento.

Una volta creata la composizione intervengo con matita acquerellabile, colori acrilici, e pennarelli a vernice per ritocco, smalti per unghie, rossetti, ombretti, ma per la fattispecie per la collezione di quadri “girati “in Marocco (uso un termine cinematografico volutamente perché mi sentivo dentro a delle scene di un film) ho acquistato i pigmenti naturali a Chechaouen (la citta azzurra) e sono intervenuta sulla tela con questi.

Questo aspetto tecnico e meccanico mi permette di creare il mio personale stile attraverso il quale possa diventare facilmente riconoscibile, che io ne sono l’autrice.

Intervengo quindi con stesure diverse di colori, creo trasparenze, inserisco decori e trame e texture specifiche legate anche ai luoghi dell’immagine-contesto, con colori che richiamano contaminazioni etniche di diversa provenienza, creo una sorta di ricamo sulla tela, con l’obbiettivo di integrare diverse tecniche con un tipo di risultato finale spesso a effetto campo gestaltico.

 

SOGGETTO

Dentro ai miei quadri ci sono soggetti ben chiari che ricorrono sempre perché’ sono proprio la mia scelta di figurazione speciale che mi rappresenta come genere e persona.

Ovvero all ‘interno di scene- vedute, reali, creo atmosfere surreali, attingo dalla realtà per arrivare al surreale.

Il surreale e ’ rappresentato dal figure di donne che sembrano volare, volteggiare, altre sono come donne sfingi, altre sono donne albero, figure, apparentemente immaginarie.

La donna, invece, sempre presente in tutti i quadri in volo che volteggia sono io e’ la mia anima, ma anche la mia percezione del mondo, ovvero io sono in quel momento in quella veduta specifica, il mio rapporto interno emotivo che quel luogo o oggetti o altro.

Io rispetto al quadro ho quattro   posizioni:

Io e la ricerca degli elementi che colpiscono il mio occhio vedo, sento e fotografo.

Io e la ricerca   della composizione fotografica (attraverso strumenti digitali o altro)

Io e la mia emozione– percezione dell’esperienza vissuta in quel luogo.

Io che creo il quadro con l’intervento pittorico.

 

LA POETICA

La mia intenzione è quella di fare entrare l’osservatore a curiosare nel quadro, percepirlo da lontano come un tutto armonico nella composizione ma poi, avvicinandosi si può perdere per scoprirne dentro miriadi di dettagli, senza stancarsi mai di curiosare e scoprire nuovi elementi.  Il linguaggio che uso è prevalentemente di colori e forme, per arrivare a narrare la storia di un viaggio che qualche volta appare più lungo e difficoltoso, altre volte più chiaro e immediato. Il lavoro è anche di tipo gestaltico ovvero si analizza l’opera d’arte da un punto di vista percettivo. Talvolta,” la mappa non è il territorio”

L’azione poetica, volge a trasmettere il mio modo di vedere e fermare la realtà con degli scatti e il mio modo di viverla percepirla e trasformarla nel mio stile personale. I messaggi possono essere anche di tipo sociale, ma per la maggior parte sono di tipo esistenziale. Attingo ispirazione da tematiche della vita di tutti i giorni, dall’ amore, dalla follia, uso metafore e archetipi junghiani, ma anche gioco e voglio tramettere colore e vita.

Il mio lavoro

Tecnica, soggetto, poetica

Il mio attuale lavoro artistico, dal titolo “Suggestioni in viaggio” è costruito su un piano tecnico, con una scelta di modalità operative che vanno dalla fotografia alla pittura. Entrano in gioco specifici soggetti che emergono da vissuti personali tra reale e surreale tra antico e moderno e sul piano poetico, i significati sono reali e simbolici. Ho deciso di lavorare su una libreria fotografica personale, di foto fatte in Marocco, in Andalusia, in Salento, nelle campagne toscane, in show- room, negozi, con particolare attenzione a texture di tessuti, e ceramiche.

 

TECNICA

Le fotografie vengono da me rielaborate con vari strumenti manuali e digitali, decidendo prima il progetto da dove parto e verso cosa voglio andare, quindi una ricerca di composizione, di effetti che volutamente scelgo: sgranati, saturati e dissolti, scomposti, strappati, in quanto rappresentano solo l ‘ idea emotiva che ha catturato il mio sguardo, ma la parte poi pittorica successivamente prende il sopravvento.

Una volta creata la composizione intervengo con matita acquerellabile, colori acrilici, e pennarelli a vernice per ritocco, smalti per unghie, rossetti, ombretti, ma per la fattispecie per la collezione di quadri “girati “in Marocco (uso un termine cinematografico volutamente perché mi sentivo dentro a delle scene di un film) ho acquistato i pigmenti naturali a Chechaouen (la citta azzurra) e sono intervenuta sulla tela con questi.

Questo aspetto tecnico e meccanico mi permette di creare il mio personale stile attraverso il quale possa diventare facilmente riconoscibile, che io ne sono l’autrice.

Intervengo quindi con stesure diverse di colori, creo trasparenze, inserisco decori e trame e texture specifiche legate anche ai luoghi dell’immagine-contesto, con colori che richiamano contaminazioni etniche di diversa provenienza, creo una sorta di ricamo sulla tela, con l’obbiettivo di integrare diverse tecniche con un tipo di risultato finale spesso a effetto campo gestaltico.

 

SOGGETTO

Dentro ai miei quadri ci sono soggetti ben chiari che ricorrono sempre perché’ sono proprio la mia scelta di figurazione speciale che mi rappresenta come genere e persona.

Ovvero all ‘interno di scene- vedute, reali, creo atmosfere surreali, attingo dalla realtà per arrivare al surreale.

Il surreale e ’ rappresentato dal figure di donne che sembrano volare, volteggiare, altre sono come donne sfingi, altre sono donne albero, figure, apparentemente immaginarie.

La donna, invece, sempre presente in tutti i quadri in volo che volteggia sono io e’ la mia anima, ma anche la mia percezione del mondo, ovvero io sono in quel momento in quella veduta specifica, il mio rapporto interno emotivo che quel luogo o oggetti o altro.

Io rispetto al quadro ho quattro   posizioni:

Io e la ricerca degli elementi che colpiscono il mio occhio vedo, sento e fotografo.

Io e la ricerca   della composizione fotografica (attraverso strumenti digitali o altro)

Io e la mia emozione– percezione dell’esperienza vissuta in quel luogo.

Io che creo il quadro con l’intervento pittorico.

 

LA POETICA

La mia intenzione è quella di fare entrare l’osservatore a curiosare nel quadro, percepirlo da lontano come un tutto armonico nella composizione ma poi, avvicinandosi si può perdere per scoprirne dentro miriadi di dettagli, senza stancarsi mai di curiosare e scoprire nuovi elementi.  Il linguaggio che uso è prevalentemente di colori e forme, per arrivare a narrare la storia di un viaggio che qualche volta appare più lungo e difficoltoso, altre volte più chiaro e immediato. Il lavoro è anche di tipo gestaltico ovvero si analizza l’opera d’arte da un punto di vista percettivo. Talvolta,” la mappa non è il territorio”

L’azione poetica, volge a trasmettere il mio modo di vedere e fermare la realtà con degli scatti e il mio modo di viverla percepirla e trasformarla nel mio stile personale. I messaggi possono essere anche di tipo sociale, ma per la maggior parte sono di tipo esistenziale. Attingo ispirazione da tematiche della vita di tutti i giorni, dall’ amore, dalla follia, uso metafore e archetipi junghiani, ma anche gioco e voglio tramettere colore e vita.